Idraulico a San Giovanni — Pronto Intervento H24 dal 1953

Idraulica Borsetti interviene a San Giovanni — da Porta San Giovanni all’Alberone, piazzale Appio, via Sannio, viale Castrense, fino a dove cominciano l’Appia Nuova e la Tuscolana — 24 ore su 24, tutti i giorni, con tecnici italiani. Siamo un’impresa a conduzione familiare dal 1953. Qui i lavori più frequenti riguardano scarichi interrati, cassette di scarico Geberit da incasso e perdite sulle vecchie colonne.

Le case di San Giovanni non sono antiche. E antico il terreno sotto

C’è un fatto, qui, che si vede da fuori e che quasi nessuno collega all’idraulica. Porta Asinaria — quella piccola, a fianco di quella grande — è stata costruita fra il 270 e il 273 dopo Cristo. Tredici secoli più tardi non ci passava più nessuno, e le cronache spiegano perché: era «divenuta ormai quasi inagibile per il progressivo innalzamento del livello stradale circostante». In parole semplici: era finita sotto la strada. Nel 1574 hanno dovuto aprirne un’altra accanto, ed è Porta San Giovanni, quella che vedete oggi.

Tenete insieme le due cose. Il suolo, qui, si è alzato tanto da inghiottire una porta romana. E le case del quartiere sono molto più recenti di quanto la gente creda: le prime case popolari sono del 1895, il quartiere fuori le mura nasce nel 1926 — «abbattendo ville e casali ed eliminando vigne, osterie e prati» — e il resto arriva negli anni Trenta e Quaranta. Sono case del Novecento, costruite sopra diciotto secoli di Roma.

Sotto il pavimento non c e terreno: c e riporto

È qui che la storia diventa un problema pratico. Quando a San Giovanni si scava — per uno scarico interrato, per un pozzetto, per una colonna che scende in cortile — non si scava nel terreno naturale. Si scava in quello che è cresciuto sopra: macerie, riporti, rifacimenti, secoli di città che si è ricostruita addosso.

Il riporto non si comporta come il terreno. Si assesta, e non lo fa in modo uniforme: cede di più dove è meno compatto, di meno dove sotto c’è qualcosa di solido. Per un tubo interrato è la condizione peggiore, perché un tubo di scarico non ha bisogno di rompersi per smettere di funzionare: gli basta perdere la pendenza. Bastano pochi millimetri su qualche metro e l’acqua rallenta, i residui si fermano, e l’ostruzione si forma sempre nello stesso punto. E dove il terreno si muove, i giunti si aprono: entrano le radici, esce l’acqua.

È il motivo per cui a San Giovanni uno scarico che si intasa sempre nello stesso punto quasi mai è un caso: è un sintomo. Chi lo libera e basta torna dopo tre mesi. Chi lo ispeziona con la telecamera vede se il problema è un’ostruzione o un avvallamento — e sono due lavori diversi. E quando la perdita è dentro un muro di cent’anni, l’acqua viaggia prima di uscire: la macchia compare lontano dal punto rotto, ed è il caso in cui la ricerca perdite strumentale evita di aprire tre pareti per trovarne una.

Dentro casa, invece, vale la regola dei palazzi del primo Novecento: le colonne di scarico sono tipicamente in ghisa e verticali, e dopo un secolo si sono incrostate dall’interno. Quando il lavandino si svuota sempre più piano e il sifone è pulito, il restringimento è a monte — ed è condiviso con gli altri appartamenti della colonna. Se succede da voi, quasi sempre sta già succedendo a qualcun altro nello stesso palazzo.

Geberit e Sanitrit a San Giovanni

Le cassette di scarico Geberit da incasso qui sono arrivate con le ristrutturazioni degli anni Ottanta e Novanta, quando le case del Novecento sono state rifatte una per una. Oggi hanno trent’anni o più: è l’età in cui cede la meccanica interna — galleggiante, guarnizione di fondo, pulsante — e si sostituisce senza demolire la parete, perché il pannello di ispezione c’è sempre, anche quando il proprietario non sa di averlo. Siamo tecnici specializzati Geberit. Nelle stesse ristrutturazioni sono arrivati gli impianti autonomi: se serve un intervento sulla caldaia o sui termosifoni, ce ne occupiamo.

I sanitari trituratori Sanitrit servono quando si ricava un bagno dove lo scarico a gravità non passa: un secondo servizio in una casa nata con uno solo, un bagno in un locale al piano terra, uno studio ricavato in un appartamento. Il trituratore tritura e pompa, anche verso l’alto, e la tubatura di mandata è sottile abbastanza da portarla dove serve senza toccare le strutture — che in un palazzo del 1926, con l’amministratore e i vicini di mezzo, non è un dettaglio tecnico: è la differenza fra farlo e non farlo. Siamo specialisti Sanitrit.

Zona servitaSan Giovanni, Appio-Latino, Alberone, piazzale Appio, via Sannio, Re di Roma, Ponte Lungo
MunicipioVII e VIII
Orari24 ore su 24, 7 giorni su 7, festivi compresi
TecniciItaliani, dipendenti dell’impresa
Attivi dal1953
Costo della valutazioneLa valutazione è gratuita se viene accettato il lavoro, altrimenti c’è un costo di chiamata di € 50,00.

Quanto costa chiamarci

La valutazione è gratuita se viene accettato il lavoro, altrimenti c’è un costo di chiamata di € 50,00. Nessun sovrapprezzo per gli interventi notturni o festivi: il prezzo che vi diciamo al telefono è quello che pagate.

Idraulico San Giovanni

Domande frequenti — Idraulico a San Giovanni

Quanto costa far venire un idraulico a San Giovanni?

La valutazione è gratuita se viene accettato il lavoro, altrimenti c è un costo di chiamata di € 50,00. Il preventivo ve lo diamo prima di iniziare, non dopo, e per gli interventi notturni o festivi non applichiamo alcun sovrapprezzo: a San Giovanni come nel resto di Roma il prezzo concordato al telefono è quello finale.

Intervenite anche di notte e nei giorni festivi a San Giovanni?

Sì. Siamo operativi 24 ore su 24, sette giorni su sette, festivi inclusi, su tutta la zona: da Porta San Giovanni all’Alberone, piazzale Appio, via Sannio, Re di Roma, Ponte Lungo. Una perdita che allaga il piano di sotto non aspetta il lunedì, e nemmeno noi. Il numero è lo stesso a qualsiasi ora: 348 890 5896.

Lo scarico si intasa sempre nello stesso punto. Perché torna?

Perché quasi sempre non è un intasamento: è un avvallamento. A San Giovanni gli scarichi interrati non corrono nel terreno naturale ma nel riporto, cioè in quello che si è accumulato sopra il terreno in diciotto secoli di città ricostruita addosso a sé stessa. Il riporto si assesta, e non lo fa in modo uniforme. Un tubo di scarico non ha bisogno di rompersi per smettere di funzionare: gli basta perdere la pendenza. Bastano pochi millimetri su qualche metro perché l’acqua rallenti e i residui si fermino sempre nello stesso punto. Liberarlo e basta funziona per qualche mese. Ispezionarlo con la telecamera dice se il problema è un’ostruzione o un avvallamento, e sono due lavori diversi.

Come fa il terreno di San Giovanni a essersi alzato così tanto?

Non è un modo di dire, ed è documentato da una porta. Porta Asinaria fu costruita fra il 270 e il 273 dopo Cristo. Nel Cinquecento era diventata quasi inagibile per il progressivo innalzamento del livello stradale circostante: si trovava ormai sotto il piano stradale. Per questo nel 1574 ne aprirono un’altra accanto, ed è Porta San Giovanni. Le case del quartiere, invece, sono molto più recenti di quanto si creda: le prime case popolari sono del 1895, il quartiere fuori le mura nasce nel 1926, il resto arriva negli anni Trenta e Quaranta. Sono case del Novecento costruite sopra diciotto secoli di Roma.

Le cassette Geberit installate negli anni Novanta si riparano o vanno sostituite?

Quasi sempre si riparano. A cedere è la meccanica interna — galleggiante, guarnizione di fondo, pulsante di scarico — e sono pezzi sostituibili singolarmente, senza demolire la parete: il pannello di ispezione c’è sempre, anche quando il proprietario non sa di averlo. La sostituzione dell’intera cassetta serve solo se il corpo è fessurato, ed è un caso raro.