Idraulico alla Balduina — Pronto Intervento H24 dal 1953
Aprite la doccia al quarto piano e l’acqua scende come un filo. Al piano di sotto va meglio. In cucina, se qualcuno apre un rubinetto mentre siete sotto l’acqua, la doccia si spegne quasi. E l’idraulico che avete chiamato l’anno scorso ha cambiato il soffione, ha detto che era il calcare, e non è cambiato niente.
Non e il calcare. Siete nel punto piu alto di Roma
La Balduina sta sul versante meridionale di Monte Mario, e con i suoi 139 metri è il punto più alto della città. Non è un dato da guida turistica: è idraulica. L’acqua, per arrivare fin quassù, deve salire — e la sola quota si mangia circa un bar e mezzo di pressione, prima ancora di entrare nel vostro palazzo. Quello che a valle è una pressione abbondante, qui è quello che è. E ai piani alti, quando qualcun altro apre un rubinetto, non c’è margine.
Per questo alla Balduina l’autoclave non è un lusso da villa: è normale amministrazione. Quando ci chiamate per «poca pressione», la prima cosa che guardiamo non è il vostro rubinetto — è se l’autoclave c’è, se parte, e se ha ancora l’aria nel vaso. Un vaso di espansione scarico fa esattamente questo: pressione che c’è quando nessuno usa l’acqua e sparisce appena la usa qualcun altro.
C’è però il caso opposto, e va distinto. Le palazzine qui sono degli anni Cinquanta e Sessanta: le tubature che portano l’acqua sono tipicamente in acciaio zincato, e lo zincato dopo sessant’anni si restringe dall’interno. Se la pressione è calata lentamente, negli anni, e l’acqua nei primi secondi esce color ruggine, non è la quota: è il tubo. Sono due problemi diversi con lo stesso sintomo, e si distinguono in dieci minuti — ma bisogna volerli distinguere.
Il secondo sintomo: la macchia che non sta dove dovrebbe
Questo è il più insidioso, e alla Balduina ha una causa che altrove non esiste. Le palazzine di qui non stanno sul terreno. Per costruire sul versante di una collina hanno tirato su grandi muri perimetrali in tufelli scuri — li vedete in via Friggeri, in via Appiano, in via Morpurgo — a tenere il terrapieno su cui poi sorge, in quota, la palazzina. Il tufo e l’argilla erano lì, e li hanno usati. Il risultato è che quello che chiamate «piano terra» spesso è un giardino pensile: sotto non c’è terra, c’è un riempimento dentro un muro.
Uno scarico che parte da lì non scende dritto: gira intorno al muro di contenimento, e quando perde, l’acqua non esce dove è entrata. Segue il terrapieno, trova il punto debole del muro e compare dieci metri più in là — magari in un box, magari sulla rampa, magari in un appartamento che con il vostro non confina. È la ragione per cui qui la ricerca perdite strumentale non è un servizio in più: è l’unico modo di non demolire il muro sbagliato.
Vale anche per le strade. Alla Balduina le vie si uniscono con scalinate e rampe in travertino, perché stanno a quote diverse: è un quartiere dove «sotto» e «sopra» non vogliono dire quello che vogliono dire altrove. Quando ci descrivete un problema al telefono, «il piano di sotto» va chiarito — e non è pignoleria nostra.
Dentro casa: ogni palazzina e una cooperativa
C’è un ultimo dettaglio che qui aiuta più di un indirizzo. La Balduina è stata costruita a cooperative, dal 1947 in poi, e le cooperative erano omogenee per professione dei soci: c’era quella dei giornalisti, quella dei magistrati, quella degli ufficiali, quella dei medici. Ognuna faceva la sua palazzina, con la sua impresa, il suo anno e il suo capitolato. Negli anni Sessanta hanno riempito ogni metro quadro del versante.
Vuol dire che la palazzina accanto alla vostra può avere un impianto diverso dal vostro, anche se sono coetanee e si somigliano da fuori. Dentro, però, il pattern è comune: colonne di scarico verticali in ghisa, incrostate da sessant’anni. Quando lo scarico rallenta e il sifone è pulito, il restringimento è a monte, ed è condiviso con gli altri appartamenti della colonna: se succede da voi, quasi sempre sta già succedendo a qualcun altro. Le cassette Geberit da incasso sono arrivate con le ristrutturazioni degli anni Ottanta e Novanta, e oggi hanno l’età in cui cede la meccanica interna: si ripara senza demolire la parete, il pannello di ispezione c’è sempre. Siamo tecnici specializzati Geberit, e ci occupiamo anche di caldaie e termosifoni.
E i sanitari trituratori Sanitrit, qui, hanno una ragione fisica precisa: nei locali ricavati sul terrapieno — tavernette, box, studi al livello del giardino — lo scarico a gravità semplicemente non c’è, perché sotto non c’è il palazzo: c’è il muro di contenimento. Il trituratore tritura e pompa anche verso l’alto, e la tubatura di mandata è sottile abbastanza da risalire fin dove passa la colonna. Siamo specialisti Sanitrit.
| Zona servita | Balduina, Belsito, Medaglie d’Oro, piazza della Balduina, Ugo De Carolis, Trionfale, Monte Mario |
| Municipio | XIV |
| Orari | 24 ore su 24, 7 giorni su 7, festivi compresi |
| Tecnici | Italiani, dipendenti dell’impresa |
| Attivi dal | 1953 — impresa a conduzione familiare |
| Costo della valutazione | La valutazione è gratuita se viene accettato il lavoro, altrimenti c’è un costo di chiamata di € 50,00. |
Quanto costa chiamarci
La valutazione è gratuita se viene accettato il lavoro, altrimenti c’è un costo di chiamata di € 50,00. Nessun sovrapprezzo per gli interventi notturni o festivi. Lavoriamo a Roma dal 1953, siamo un’impresa a conduzione familiare e i nostri tecnici sono italiani e dipendenti: alla Balduina veniamo 24 ore su 24, festivi compresi.